«Ogni tentativo di interpretazione rimane inevitabilmente in arretrato rispetto a Beckett: eppure il suo teatro, proprio perché si limita ad una realtà empirica infranta, guizza oltre questo e rimanda ad una interpretazione proprio per la sua natura enigmatica
[Theodor W. Adorno]

 
Il titolo di questo lavoro teatrale è ispirato alla conclusione di una partita a scacchi, in termini tecnici: Finale di partita .
Beckett era famoso per essere un appassionato scacchista. Non ha potuto quindi resistere alla tentazione di far ruotare una sua opera intorno a quel gioco.
Il rifiuto di arrendersi e accettare la fine imminente da parte di Hamm (il personaggio cieco, su una sedia a rotelle) può essere paragonato a quello del giocatore dilettante che continua a giocare  fino all’ultimo senza accorgersi dell’inevitabile sconfitta, quando invece qualsiasi professionista, di fronte ad una chiara situazione di svantaggio, avrebbe abbandonato la partita.
Si può dire che Hamm assuma il ruolo del Re, negli scacchi, mentre Clov (il suo servo, o il suo alter ego, incapace di sedersi), quello dell’ultimo pedone rimasto.
I personaggi dell’opera vivono una situazione statica ed immutabile: ogni giorno è uguale all’altro, fino a che ciascun gesto e ciascun avvenimento prendano un aspetto quasi rituale. Tra le righe, traspare chiaramente che i personaggi, nonostante la situazione assurda e fuori dal tempo in cui si trovano, abbiano in realtà avuto una vita vera (come è dimostrato da Nagg e Nell, i genitori di Hamm, che insieme ricordano il passato). Nessuna indicazione fa pensare però che essi abbiano un futuro in un presente vissuto con arrendevolezza. Persino la morte di Nell, che avviene nella parte finale dell’opera, è accolta come assolutamente normale e senza provocare alcuna sorpresa.
La situazione di isolamento e i costanti riferimenti agli aspetti di una civiltà che non esiste più hanno fatto supporre a molti che Finale di partita sia ambientato in un’epoca successiva ad un disastro nucleare.
Tuttavia Beckett, nel suo consueto atteggiamento enigmatico nei confronti del suo teatro, ha sempre negato questa interpretazione.
Theodor W. Adorno, uno dei maggiori interpreti del lavoro beckettiano ha sempre sostenuto che l’opera fosse ambientata dopo la II guerra mondiale, con i disastri e gli orrori causati dall’uomo nel momento più basso della sua storia. Un’ipotesi anch’essa suggestiva e tuttavia anche condivisibile.

Personaggi e interpreti 

La madre (Nell)
Maria Grazia Trebbi

Il padre (Nagg)
Vincenzo Robinson

Il figlio (Hamm)
Maurizio Trebbi

Il servitore – l’alter ego di Hamm (Clov)
Santo Tornabene

Regia di

Santo Tornabene