
“Già appassionato di teatro da anni, cercavo di informarmi su tecniche nuove e percorribili da chi volesse cominciare a mettere in scena la propria passione. All’inizio degli anni ’70, lessi, tra gli altri, un libro che mi colpì più di ogni altra lettura precedente.
Si trattava di “Per un Teatro povero” di Jerzy Grotowski, regista che dirigeva il Teatro Laboratorio di Wroclaw in Polonia (di particolare successo e estremamente formativi per me, i suoi spettacoli “Akropolis”, “Dr. Faust”, “Il Principe Costante”). Da quel momento nacque in me lo stimolo di provare a creare un laboratorio dove la “tecnica personale dell’attore, unita alla propria fisicità” fosse “il nucleo dell’arte scenica”. Trovai alcuni amici interessati a quest’idea-guida e la realizzammo insieme.
Più che teatro sembrava una “palestra”. Ma che espressività, che potenzialità sviluppammo!
Per mettere in scena i nostri esperimenti, provammo a fare un adattamento del “Macbeth” dove il corpo dell’attore era il perno centrale.
Il risultato, o almeno una parte di esso, lo si può vedere in questo archivio fotografico che testimonia la nostra dedizione”.
[Santo Tornabene]




